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venerdì 2 settembre 2011

Compiti per le vacanze

Ai miei alunni ho assegnato, a giugno, i compiti per le vacanze... ma il profe, nei mesi di luglio e agosto, cosa ha fatto?

Oltre a cercare di divertirmi e di riposarmi il più possibile, oltre a cercare di rendermi utile per qualcuno lavorando come cambusiere sotto una tenda ai margini dell'"Alpe della luna", ho anche studiato e ripassato un po' le cose che devo insegnare quest'anno e altre cose che non riuscirò mai ad insegnare.

Ma soprattutto ho dedicato ogni momento libero ad aggiornare, correggere e riscrivere la mia libreria pygraph, lo strumento che uso nell'ora di laboratorio di matematica.

pygraph contiene 4 strumenti:

  • pycart: fornisce gli oggetti di più basso livello, generalmente non lo uso direttamente con le mie classi;
  • pyplot: permette di tracciare grafici di funzioni, dopo aver imparato a tracciare a mano grafici di funzioni, farlo fare al computer permette di poter confrontare in pochi minuti l'effetto della modifica di alcuni parametri di una funzione o osservare aspetti qualitativi dei grafici.
  • pyturtle: il primo impatto con la programmazione è sempre divertente farlo dando comandi ad una "tartaruga" che si muove lasciando tracce sullo schermo.
  • pyig: permette di esplorare le relazioni tra elementi della geometria euclidea, fare costruzioni geometriche e verificare proprietà delle figure.
Un effetto collaterale dell'uso di questi strumenti per imparare la matematica, è che si impara anche qualcosa di programmazione in Python (che non fa certo male).

Ho riscritto praticamente tutto il codice Python, ho reso le librerie più coerenti, ho rivisto tutti i test e gli esempi, ho riscritto il manuale (oltre 120 pagine) aggiornandolo e realizzandolo con il linguaggio Restructured Text. Ho allargato la compatibilità a Python 2.6, 2.7 e 3.x.

Ovviamente il tutto è rilasciato sotto licenze libere e è ospitato da un repository pubblico dove chi vuole può contribuire facilmente. Ebbene, dove si possono trovare tutte queste meraviglie? Basta andare nel sito:

bitbucket.org/zambu/pygraph

sulla destra in alto si trova il pulsante: "get source" e da lì si può scaricare tutta la libreria, manuale ed esempi compresi, nel formato compresso preferito.
Una volta scaricato il file e estratto tutto il suo contenuto in una cartella, le istruzioni per installare le librerie si trovano nel file "readme.txt".

Provate gli esempi, date un'occhiata al manuale e fatemi sapere cosa ne pensate.

Buon divertimento con Python!

Daniele


venerdì 31 agosto 2007

Caro scuola

Anche quest'anno in corrispondenza con l'inizio della scuola è esplosa la notizia dell'aumento dei costi. La faccenda incomincia a diventare rituale: se ne parla dopo gli ingorghi del rientro ferragostano e pima della manovra finanziaria e dell'autunno caldo.
La maggior parte della spesa riguarda i libri di testo: enormi affari ruotano attorno all'editoria scolastica. Il modello attuale di produzione dei testi scolastici ha senz'altro il merito di finanziare la produzione di libri, opera altamente meritoria, e di finanziare un gran numero di lavoratori e quindi provvedere al sostentamento di altrettante di famiglie...
Ma sorge un dubbio: per caso questo metodo non risulta ormai sorpassato?
Grazie alle nuove tecnologie è possibile auto-produrre materiali didattici di qualità paragonabile, almeno in certi casi, ai libri di testo.
Perché questo non avviene? Mi vengono in mente due motivi:
  • I grandi interessi economici che spingono verso il mantenimento della situazione attuale;
  • La demotivazione degli insegnanti sempre meno capaci di essere attivi e produttivi.
L'auto-produzione di materiali didattici produrrebbe senz'altro grandi vantaggi per l'attività didattica:
  • Flessibilità dei materiali;
  • Adattabilità degli strumenti alle diverse situazioni;
  • Aggiornabilità continua;
  • Risparmio economico.
Ma per poter usare materiali auto-prodotti, serve un cambiamento di mentalità: da utilizzatori passivi a produttori. E un cambiamento di organizzazione: non può funzionare il modello dell'autore singolo, servono opere collaborative dove ognuno fa una parte che può essere:
  • Scrivere la trattazione di un argomento;
  • Scrivere esercizi o questionari di verifica;
  • Segnalare errori, carenze, miglioramenti;
  • Usare il materiale nella propria attività.
È chiaro che una tale organizzazione è possibile solo all'interno di un modello simile a quello in cui si sviluppa il software libero quindi con l'uso di licenze che permettano l'uso, la modifica, la copia e la distribuzione delle opere originali o modificate.

Per parte mia sto lavorando ad un testo per il laboratorio di informatica con:
  • OpenOffice.org,
  • Il linguaggio di programmazione Python,
  • Alcune librerie di Python per la geometria della tartaruga, cartesiana e interattiva.
Se ogni insegnante mettesse in un calderone comune e ben organizzato, il proprio lavoro, forse le case editrici sarebbero spinte a fare qualcosa di più interessante che cambiare titoli e versioni degli stessi testi ogni 3 anni.

A proposito del mio libro è meglio che mi rimetta a correggere le bozze invece di continuare a scrivere tra me e me.

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